I SAMBENEDETTESI RACCONTANO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

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Il Monte della Croce, suggestivo emblema della storia cittadina

Il Monte Della Croce

Il Monte della Croce (ex “Monte Sereno”) è uno dei punti più panoramici della città rivierasca di San Benedetto del Tronto alla cui sommità, nel 1901, è stata collocata una grossa croce che sovrasta la città, ben visibile sia di giorno che di notte da quasi tutta la zona centrale di San Benedetto. Purtroppo oggi in stato di abbandono, in quanto circondato da una fitta boscaglia, è un forte punto di riferimento per i sambenedettesi. Soprattutto nei tempi antichi quando rappresentava sostegno, supporto e protezione per il popolo marinaro e rurale che, durante il duro lavoro, lo cercava con lo sguardo come per chiedere un aiuto divino.

Il vecchio nome del Monte della Croce

In particolare, quello che oggi si chiama Monte della Croce, in passato era conosciuto come “Monte di Aniceto”. Infatti, in questo luogo, il 22 dicembre del 1822, perse la vita un abitante di San Benedetto del Tronto, Aniceto Merlini, che precipitò dal monte stesso. E una croce venne messa lì a ricordarne la morte. Poi, negli anni a venire, fu denominato da tutti i sambenedettesi come “lu monte di Neceto” o “lu monte di Muscio” dal soprannome dello sventurato Aniceto.

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Il Monte della Croce visto da est (foto di: Patrizia Cicconi)

La storia del monte

Ma il Monte della Croce prese l’attuale nome quando nel 1901 Monsignor Francesco Sciocchetti, benemerito sacerdote della Chiesa della Madonna della Marina, volle ergervi una croce a ricordo del giubileo del 1900. Però, a quel tempo Stato e Chiesa erano in gran conflitto tra loro. E il clima non era particolarmente favorevole ad ogni forma di una qualsivoglia religione. Per questo motivo Monsignor Sciocchetti volle dare alla comunità un segno tangibile del cristianesimo. Ma un fervente anticlericale chiamato Romolo issò sulla croce una bandiera rossa. Di contro, il parroco, avvertito del fatto, la rimosse.

Particolare Monte Della Croce
Il Monte della Croce, particolare (foto di: Patrizia Cicconi)

Ma Romolo ne pretese la restituzione. Probabilmente davanti ad un diniego del sacerdote, lo citò in giudizio. Al giudice che gli domandava dove si trovasse la bandiera, rispose che l’aveva seppellita nel letamaio provocando l’ilarità dei presenti. Quindi, contro di lui non si configurava nessun tipo di reato. Pertanto, venne assolto. Infine, nel 1944 i militari tedeschi fecero saltare in aria la croce. Ma nel 1947, in concomitanza con i festeggiamenti del dopoguerra, fu restituita alla città.

La strada che conduce al Monte della Croce

Fino agli anni ‘70 il monte era meta di pellegrinaggi. Attualmente, per raggiungere la sommità, l’unica strada percorribile attraversa una zona privata. Una volta arrivati in cima al colle ci si trova di fronte alla croce. Recentemente, il Monte della Croce si è dotato di un grande faro che illumina la croce, sostituendo la vecchia lampada con un nuovo corpo illuminante a LED. Inoltre, l’area è messa in sicurezza da ipotizzabili fenomeni di inquinamento elettromagnetico.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

Patrizia Cicconi

Autore: Patrizia Cicconi

Laureanda in Scienze politiche e della Comunicazione, una passione profonda per la lettura e la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Scrivo per passione ma sono poco incline alla mania dei social: se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo. Il mio aforisma? “Amo vestire i pensieri in parole”.
Il Monte della Croce, suggestivo emblema della storia cittadina ultima modifica: 2019-11-26T09:00:40+01:00 da Patrizia Cicconi

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