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L’arte al tempo del Covid: San Benedetto del Tronto riospita la Cracking Art

Cracking Art

Cracking Art come messaggio di speranza e serenità: dal 18 luglio al 2 novembre la città rivierasca di San Benedetto del Tronto sarà di nuovo animata dai colorati animali in plastica rigenerata. Quindi, l’estate 2020 sarà per San Benedetto anche il ritorno dell’arte. Perciò, non solo ombrelloni distanziati, mascherine e divieto di assembramento: la città tornerà a colorarsi ed accendersi. In particolare, si tratterà di una simpatica invasione di circa una trentina di giganti e vivaci animali di varie tipologie e dimensioni: suricati, elefanti, cani, gatti, conigli e la famosa chiocciola. Ciò per vivacizzare ulteriormente un’estate che avverte essere diversadalle altre a causa delle restrizioni imposte dal Coronavirus.

La mappatura degli animali della Cracking Art

Infatti, ora più che mai è importante avvicinare il pubblico alle dinamiche dell’arte. E questo la Cracking Art lo fa da oltre 25 anni. Ma in questo periodo può essere indispensabile per principiare la rinascita di un territorio fortemente colpito dal lockdown. Specificatamente, l’esposizione degli animali sarà distribuita in vaste e diverse aree della città sambenedettese. Così da evitare assembramenti. Ma anche per visitare e scoprire meglio il territorio a cittadini e turisti. Infatti, la distribuzione della mostra interesserà il vecchio incasato del Paese Alto. In particolare, il famoso Torrione sarà la scenografia di un grosso elefante rosso.

Cracking Art Chiocciola
La chiocciola, animale simbolo della Cracking Art (foto di: commons.wikimedia.org)

Poi, in Piazza Matteotti albergheranno due mega chiocciole, simbolo per eccellenza della produzione della Cracking Art. Oltre a ciò, la balconata della Palazzina Azzurra ospiterà i nuovi arrivati della creazione artistica, ovvero una successione di paciosi gatti rosso blu. Anche la fontana della centralissima Piazza Giorgini accoglierà gli animali in plastica riciclabile. Infine, due grandi conigli troveranno la loro collocazione nel Giardino “Nuttate de Lune”, che due anni fa ospitò con grande successo sei grosse rondini rosse.

La Cracking Art rompe gli schemi

Nello specifico, la Cracking Art ha intenzione di proporsi come innovazione e rottura all’interno della storia dell’arte. Precisamente, un’operazione che evoca la rottura tra il naturale e l’artificiale. Nonché l’accesso dall’antico al contemporaneo. Con questo obiettivo, negli ultimi anni il collettivo artistico Cracking Art ha portato le sue sculture pop in giro per il mondo. E nel 2014 le rondini hanno fatto compagnia anche ai turisti del Castello Sforzesco di Milano e sui Navigli.

Cracking Art A San Benedetto
Cracking Art a San Benedetto del Tronto nel 2018 (foto di: www.flickr.com)

La natura al tempo del Coronavirus

Ora la natura sembra aver riconquistato il proprio spazio. Come noto, durante il periodo della quarantena sono stati molteplici gli avvistamenti di animali che vagavano indisturbati nelle zone verdi. Anche nei centri urbani. Infatti, tra marzo ed aprile, complici le strade deserte e i parchi vuoti, svariate specie di animali sono diventati i padroni delle città, riappropriandosi delle aree verdi: cinghiali, caprioli, daini, papere. Così come i delfini che hanno fatto capolino nelle rive dei nostri mari. E, al pari degli animali selvatici nel periodo del lockdown, anche gli ospiti della Cracking Art si riapproprieranno delle aree verdi della città ristabilendo quell’infinito legame tra uomo e fauna.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: sanbenedettodeltronto.italiani.it

L’arte al tempo del Covid: San Benedetto del Tronto riospita la Cracking Art ultima modifica: 2020-06-23T09:00:03+02:00 da Patrizia Cicconi
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