LUOGHI DI RITROVO MONUMENTI PASSEGGIANDO

L’elefantino tra le palme, monumento “vivo” e “vissuto”

L'elefantino Tra Le Palme

L’elefantino tra le palme è la scultura più simpatica e suggestiva di San Benedetto del Tronto, collocata all’incrocio delle due vie principali e pedonali.

L’elefantino tra le palme è il monumento integrante del paesaggio urbano sambenedettese. Un punto di riferimento per tutti. In particolare, i bambini come piccoli esploratori non vedono l’ora di salirci sopra, toccargli la proboscide e scattare selfie. Il suo basamento costituisce una comoda seduta per gli adulti mentre i bambini si divertono. Quanti ormai, per darsi appuntamento, dicono: “Ci vediamo davanti all’elefantino!” Difatti, il monumento è un punto di ritrovo in quanto si trova all’incrocio delle due vie principali e pedonali del centro di San Benedetto del Tronto.

Il “papà” dell’elefantino tra le palme

Salvatore Mangione, noto come Salvo, ha realizzato l’elefantino in bronzo dorato, la più grande scultura da lui realizzata. Probabilmente l’unica. Purtroppo, l’artista è venuto a mancare nel 2015, all’età di 68 anni. Era nato in provincia di Enna, la parte più povera della Sicilia a quei tempi, nel 1947. Trascorse la sua vita a Torino dove, sin da ragazzino, ebbe chiaro che voleva fare l’artista, da grande. E così fu. Senza mai aderire a nessuno dei movimenti allora in fermento, inizia a produrre le sue prime opere. Emblematico esempio la serie di 12 autoritratti in cui combina il suo volto con immagini estrapolate da giornali. Poi dedicatosi alla copia di opere di grandi autori come Rembrandt, Van Gogh, Fontana o Chagall, entra in contatto con l’ambiente artistico dell’Arte Povera.

elefantino E La Palma
L’elefantino e la palma (foto di: Patrizia Cicconi)

Salvo Mangione e l’incontro con la pittura

Parallelamente, dà vita a una serie di lapidi di marmo con incisioni di parole, frasi o nomi (ad es. “Idiota”, “Io sono il migliore”, “Salvo è vivo”). E a diverse opere di auto mitizzazione ironica e provocatoria, legate ad altre tematiche che poi svilupperà nel corso della sua ricerca artistica. Come il rapporto con la storia e la ricerca dell’io. Salvo si consacra, poi, alla pittura. Nello specifico, affronta temi di rovine e testimonianze di civiltà passate. Soprattutto predilesse la pittura dei luoghi.

Un’opera fruibile a tutti

Come in tutte le altre sculture di San Benedetto, anche nell’elefantino è stata installata una miniatura adiacente, realizzata dall’artista sambenedettese Teodosio Campanelli. In verità, il centro cittadino tiene molto ad accogliere un vero e proprio percorso urbano pubblico finalizzato ad agevolare la mobilità autonoma di non vedenti e ipovedenti. Così lo spazio urbano all’aria aperto diventa fruibile culturalmente dai disabili. Un piccolo grande passo per proseguire nell’opera di realizzazione di una città accessibile a 360 gradi. E, quindi, abbattere alcune delle barriere fisiche. Ma spesso anche psicologiche.

Particolare elefantino
Particolare dell’elefantino (foto di: Patrizia Cicconi)

L’elefantino tra le palme come augurio alla città

Oggetto di attenzione di tantissimi ospiti, immortalate in migliaia di scatti fotografici come ricordo della città, con l’elefantino si volle caratterizzare un luogo dove augurare a San Benedetto di poter avere le cose che ancora non ha, simboleggiate da un animale esotico come, appunto, l’elefante. E la palma caratteristica, invece, della città rivierasca. L’elefantino rappresenta uno dei simboli della città che conferisce alla zona allegria e giovialità. È collocato vicino ad “Allegro”, la scultura-fontana di Ugo Nespolo che rientra nel gruppo dei monumenti che punteggiano ed arricchiscono il centro. Un’opera perfettamente integrata, che si è subito trasformata in un monumento “vivo” e “vissuto”. 

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

Patrizia Cicconi

Autore: Patrizia Cicconi

Laureanda in Scienze politiche e della Comunicazione, una passione profonda per la lettura e la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Posseggo delle venature di psicologia mancate, tematica affrontata con grande entusiasmo durante gli studi liceali. Avvolta nella stesura del mio primo libro e nel continuum degli studi, scrivo per passione ma sono poco incline alla mania dei social: se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo. Ho pubblicato centinaia di articoli su blog leader nel loro settore di riferimento e amo raccontare dei luoghi e della gente. Il mio aforisma? “Amo vestire i pensieri in parole”.
L’elefantino tra le palme, monumento “vivo” e “vissuto” ultima modifica: 2019-08-20T09:30:25+02:00 da Patrizia Cicconi

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