MONUMENTI

Monumento ai Caduti, San Benedetto e la Grande Guerra

foto del Monumento Ai Caduti

Il Monumento ai Caduti dell’artista Amleto Cataldi che sorge all’interno di un’area verde pubblica, in prossimità del viale dove sorgono i villini in stile Liberty, fu inaugurato il 14 agosto 1921. È dedicato ai 104 caduti sambenedettesi della Prima guerra mondiale, morti al fronte, nei mari e negli ospedali. Ma in realtà le vittime sono molte di più. Difatti, per anni, non si è saputo nulla di tante persone che solo in un secondo momento sono state dichiarate decedute. La scultura simboleggia la lotta di tutto un popolo. L’intenzione è quella di ricordare il sacrificio dei partigiani morti per la libertà.

La scultura eretta in ricordo della Grande Guerra

L’opera è costituita da un basamento in pietra sui cui lati sono posizionate cinque lapidi in marmo che riportano i nomi dei caduti nella Prima guerra mondiale. Al di sopra si erge la statua in bronzo di un militare in divisa con il braccio destro ad ansa, mentre con il sinistro impugna una bandiera. Il viso appare in una posa fiera, corrugata e solenne che esprime l’orgoglio, la dignità e il coraggio del popolo partigiano. “Nel modellato aspro ed efficace, l’artista ha trasfuso la tensione emozionale di carattere patriottico tesa ad idealizzare la lotta di tutto un popolo” (citazione di C. Caselli). Il monumento è situato all’interno di un’aiuola di uno dei piccoli giardini comunali.

monumento - Parte Retrostante

 Il Novecento era iniziato nel migliore dei modi per San Benedetto del Tronto, con numerose opere pubbliche messe in cantiere, una buona crescita urbana e anche demografica. Ma l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, che determinò il divieto assoluto di pesca nel mar Adriatico per tutti gli anni del conflitto, produsse un arresto generale dovuto anche ad una vera e propria crisi economica per il blocco forzato delle attività marinare.

Amleto Cataldi e il liberty

Lo scultore italiano Amleto Cataldi, realizzatore di questa importante scultura, nasce da un umile intagliatore di legno, Angelo Cataldi. La famiglia si trasferisce a Roma quando è ancora molto giovane. Il padre apre un piccolo negozio che ben presto Amleto si ritrova a gestire da solo. Inizialmente, è ancora legato alla scultura verista di fine Ottocento, ma quasi subito aderisce ad una linea più armoniosa e di matrice liberty. Le sue superfici levigate nascondono il concetto di una bellezza ideale con cui conquista pian piano la fama. Eleganti e raffinate nella posa e nella costruzione, le sue sculture lo rendono famoso anche all’estero. Il suo spirito classicista si unisce ad una chiara matrice celebrativa del corpo umano e della sua perfezione.

il Monumento Dal Basso

Parallelamente all’attività espositiva, Amleto Cataldi si impegna in numerose committenze pubbliche con preziose sculture bronzee. Qui si fa più vivo il linguaggio possente dell’arte di regime, anche se l’artista rispetta comunque i canoni del classico. Nel primo dopoguerra Cataldi partecipa attivamente alla realizzazione dei monumenti ai caduti. Egli mostra una scultura imperniata su ideali classicisti, a tratti anche arcaici, rispettosissimi delle proporzioni. Linee liberty e armonia del modellato, incarnati che sembrano pulsare sotto la superficie lucida del marmo o del bronzo. Le sculture, seppur delicatissime ed eteree, appaiono denotate di una forte consistenza plastica, derivata dalle proporzioni classiche. Caratteristiche, queste, che ben denotano il monumento sambenedettese nell’aitante figura del militare.

Patrizia Cicconi

Autore: Patrizia Cicconi

Laureanda in Scienze politiche e della Comunicazione, una passione profonda per la lettura e la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Posseggo delle venature di psicologia mancate, tematica affrontata con grande entusiasmo durante gli studi liceali. Avvolta nella stesura del mio primo libro e nel continuum degli studi, scrivo per passione ma sono poco incline alla mania dei social: se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo. Ho pubblicato centinaia di articoli su blog leader nel loro settore di riferimento e amo raccontare dei luoghi e della gente. Il mio aforisma? “Amo vestire i pensieri in parole”.

Monumento ai Caduti, San Benedetto e la Grande Guerra ultima modifica: 2019-06-04T09:00:50+02:00 da Patrizia Cicconi

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