I SAMBENEDETTESI RACCONTANO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

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Cracking Art, il successo continua a San Benedetto del Tronto

Cracking Art

Cracking Art: chiocciole, gatti, suricati, conigli ed un elefante invadono i luoghi più suggestivi della città rivierasca di San Benedetto del Tronto; attraversando la città è possibile imbattersi nella variopinta incursione dei giganti animali in plastica colorata che contraddistinguono l’attività del progetto espositivo della Cracking Art. Date le specifiche limitazioni e regole adottate a causa della pandemia, questo progetto è stato concepito in modo tale da evitare assembramenti, favorendo la scoperta della città in sicurezza.

La pacifica invasione

Nello specifico, si può iniziare ad ammirare le allegre opere partendo dal vecchio incasato del Paese Alto dove, appoggiato al grande Torrione, è collocato un grande elefante rosso.

Cracking Art, un elefante sul Torrione
Cracking Art, l’elefante rosso sul Torrione (foto di: Patrizia Cicconi)

Poi, in piazza Matteotti è presente una grande chiocciola rosa al cui crepuscolo si accende conferendo molta suggestione alla piazza. Così come al termine del lungomare, nella zona sud, dirimpetto al monumento a Salvo D’Acquisto, vi troviamo la medesima mega chiocciola. Ma blu e non illuminata di sera. Rilevante è la figura stessa della chiocciola, in quanto rappresenta l’identità della produzione della Cracking Art come metafora dell’ascolto, dell’abitare e della comunicazione digitale.

Cracking Art, la grande chiocciola rosa in Piazza Matteotti
Cracking Art, una delle mega chiocciole (foto di: Patrizia Cicconi)

La mappatura

Il tour prosegue sulla balconata della Palazzina Azzurra dove rivolgendo lo sguardo sulla terrazza incontriamo una fila di gatti rosso blu: i tipici colori della città sambenedettese. In particolare, essi sono i nuovi arrivati.

Cracking Art, i gatti rosso blu sulla Palazzina Azzurra
Cracking Art, i gatti rosso blu sulla Palazzina Azzurra (foto di: Patrizia Cicconi)

Infine, il Giardino “Nuttate de Lune” è la cornice di due grandi conigli verdi posti l’uno di fronte all’altro, che contrastano con l’azzurro del mare. Anche la fontana di Piazza Giorgini ospita gli animali in plastica riciclabile: dodici suricati scrutano il centro cittadino in direzione di Viale Secondo Moretti.

Cracking Art, i suricati nella Fontana Giorgini
Cracking Art, i suricati “immersi” nella fontana (foto di: Patrizia Cicconi)

La Cracking Art strizza l’occhio al riciclo

In particolare, il collettivo artistico si distingue per le sue grandi installazioni esclusivamente di animali interamente prodotti in plastica che viene rigenerata mostra dopo mostra. Da qui l’uso del termine “cracking” inteso come rottura, separazione tra il naturale e l’artificiale. Ciò assume, in questo caso, una connotazione positiva nella scelta dei materiali riciclabili a testimonianza dell’impegno sociale e ambientale di questo movimento artistico.

Cracking Art come messaggio di speranza e serenità

Nello specifico, la Cracking ha intenzione di proporsi come innovazione e rottura all’interno della storia dell’arte. Precisamente, un’operazione che evoca la rottura tra il naturale e l’artificiale. Infatti, ora più che mai è importante avvicinare il pubblico alle dinamiche dell’arte. E questo la Cracking Art lo fa da oltre 25 anni. Ma in questo periodo può essere indispensabile per principiare la rinascita di un territorio fortemente colpito dal lockdown. Dunque, la città di San Benedetto del Tronto con la Cracking Art en plein air vuole offrire non solo un evento espositivo. Ma anche un messaggio dal forte contenuto sociale, ambientale e culturale. Infatti, attraverso l’appropriazione di luoghi simbolo della città da parte degli animali della Cracking, San Benedetto è ancora una volta protagonista. Ma quest’anno con uno spirito rinnovato, propositivo e con un nuovo modo di fruire l’arte.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

Cracking Art, il successo continua a San Benedetto del Tronto ultima modifica: 2020-09-08T09:00:38+02:00 da Patrizia Cicconi
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