ARTE ARTIGIANATO

La Casa del vento: uno scrigno di arte e storia contro la contemporaneità

Casa Del Vento

La Casa del vento è uno degli edifici più antichi di San Benedetto del Tronto e si erige ad opera architettonica che racchiude in sé i lavori dell’artista sambenedettese Marcello Sgattoni. Qui sono esposte alcune delle sue creature nate durante gli oltre 50 anni del suo lungo percorso artistico. In particolare, la Casa del vento si trova nel vecchio incasato, il cosiddetto “Paese Alto” (sudéntre per i sambenedettesi) che rappresenta il punto di riferimento e il cuore dell’antico centro. Inoltre, la Casa del vento presenta un doppio affaccio: uno in via del Consolato che conduce a Palazzo Piacentini, l’originaria dimora dell’amatissima poetessa dialettale Bice Piacentini Rinaldi. Mentre l’altro lato è nella piazza dedicata alla scrittrice.

Il vento è il visitatore più attivo

La Casa del vento ospita opere che valorizzano i materiali poveri. Infatti le fascine di legno, le pietre, la terracotta e il cemento sono ciò che nelle sapienti mani dello scultore-contadino Marcello Sgattoni diventano opere d’arte. In particolare, sculture molto apprezzate in un luogo fortemente voluto dall’artista dove il vento è l’instancabile visitatore della casa. Difatti, il vento passa dalle finestre aperte tutto l’anno e attraversa le stanze per uscire dalla parte opposta, ovvero da un lato all’altro della casa diffondendosi poi sulla città. A tal proposito, il Maestro sostiene: “Nel contratto d’acquisto c’è il mio nome ma il vero proprietario è il vento. Entra dalle finestre, sempre rigorosamente aperte, accarezza le opere al suo interno, sposta gli odori e i profumi di questa casa”.

La Casa Del Vento Sulla Piazza
La Casa del vento, affaccio su piazza Bice Piacentini (foto di: Patrizia Cicconi)

L’arte di Marcello Sgattoni contro la società contemporanea

La minuscola Casa del vento rappresenta un vero atelier dello scultore che ha anche permesso la nascita del Museo Pietraia dei Poeti, disposto su una collinetta a pochi chilometri da San Benedetto del Tronto. Classe 1935, Marcello Sgattoni (autore anche del monumento dedicato a Carlo Alberto Dalla Chiesa, realizzato per il Comune di San Benedetto del Tronto) propone con la sua scultura una critica al mondo odierno attraverso una personale interpretazione dei volti ricavati dai legni rubati al camino o ad altro destino. E i personaggi sono attinti unicamente dalla natura, che raccontano e sono testimoni dello spettacolo angosciante della vita. Infatti, egli sostiene: “Sono sculture che ho creato durante la mia vita. Molte in legno, non le potevo lasciare alla Pietraia, necessitavano di un luogo chiuso per non deteriorarsi. Donne che ho amato, Gesù, ricordi, emozioni, uomini. Ogni opera è un pezzo della mia essenza”.

La Casa del vento

Tuttavia, la Casa del Vento è un piccolo e vecchio caseggiato di quattro piani tra i più antichi della città. Le due facciate dell’edificio, quella su via del Consolato e quella sulla piazza, hanno le persiane di un colore azzurro intenso e una portafinestra a due ante che per una metà è in legno tinto dello stesso azzurro delle persiane e l’altra metà è in vetro dalle quali si riesce a sbirciare l’interno. Suggestivo ed emozionante è il fatto che dalle finestre blu perennemente spalancate “si affacciano” alcune sculture incuriosite a guardare la città, le quali appaiono animate e sembrano in attesa dell’arrivo di un qualche visitatore. Come quella di una sorridente Bice Piacentini che si affaccia a dare il benvenuto nella piazza che porta il suo nome. Inoltre, l’edificio del XVII secolo cela un passaggio segreto che conduceva fino al mare.

Casa Del Vento, particolare Sulla Piazza
Particolare della Casa del vento, nella finestra a destra la scultura della poetessa Bice Piacentini che saluta la piazza (foto di: Patrizia Cicconi)

Le opere ospitate nella Casa del vento

Nella Casa del Vento si passa da opere come “le Zolle” concepite negli anni ‘70, alle sculture realizzate nel 2004 dedicate alla marineria sambenedettese. Inoltre, uno dei temi più frequenti è quello sacro, con la scultura di Madre Teresa di Calcutta. E l’ultima creazione: i “Marciti”. Quest’ultimi sono i politici, l’uomo d’oggi, rappresentati con figure umane sofferenti e deliranti, i cui corpi sono incastrati nei tronchi degli alberi disfatti dai vermi.

La Casa del vento, pianterreno
L’interno al pianterreno della Casa del vento (foto di: Patrizia Cicconi)

Dunque, la Casa del vento raccoglie oltre un cinquantennio di operosità del Maestro Sgattoni che apre con orgoglio alla cittadinanza e alla collettività il suo animo di coltivatore di giorno ed intellettuale di sera. “Spero che la casa resti sempre aperta, a testimoniare che io sono esistito. È una forma di mio personale egoismo nei confronti di San Benedetto, città che amo con tutto me stesso. Non mi sono mai mosso da qui”.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

Patrizia Cicconi

Autore: Patrizia Cicconi

Laureanda in Scienze politiche e della Comunicazione, una passione profonda per la lettura e la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Posseggo delle venature di psicologia mancate, tematica affrontata con grande entusiasmo durante gli studi liceali. Avvolta nella stesura del mio primo libro e nel continuum degli studi, scrivo per passione ma sono poco incline alla mania dei social: se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo. Ho pubblicato centinaia di articoli su blog leader nel loro settore di riferimento e amo raccontare dei luoghi e della gente. Il mio aforisma? “Amo vestire i pensieri in parole”.
La Casa del vento: uno scrigno di arte e storia contro la contemporaneità ultima modifica: 2019-09-10T09:00:59+02:00 da Patrizia Cicconi

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