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Plexiglass in spiaggia contro il Coronavirus, S. Benedetto del Tronto critica

plexiglass in spiaggia

Plexiglass in spiaggia è l’idea di un’azienda modenese che sta facendo il giro del web; difatti, complici le giornate soleggiate e la imminente preparazione della fase 2, in molti già si domandano se questa estate si potrà andare al mare. Ma la tintarella in spiaggia incapsulata tra le pareti di cubi in plexiglass sta sollevando non poche proteste. Anche tra i cittadini della città rivierasca di San Benedetto del Tronto, allarmati di non poter godere del caratteristico lungomare palmizio e dei giardini tematici a ridosso del mare. Quindi, strutture per garantire la sicurezza e divisori ai tavolini dei ristoranti sono le proposte avanzate per cercare di arginare il Coronavirus durante la stagione balneare che ci attende.

Plexiglass in spiaggia: la proposta

In particolare, ciò che propone l’azienda romagnola è una serie di box trasparenti in plexiglass e profili in alluminio, di 4,5 metri per lato e con un accesso di un metro e mezzo di ampiezza. Ma tra le idee c’è anche quella di lasciare almeno tre metri tra un ombrellone e l’altro, in aggiunta alle barriere di plexiglass da interporre tra ogni coppia di lettini. Però, non si tratta della sola proposta. Infatti, si è pensato anche a percorsi igienizzanti attraverso cui i turisti possano passare per la sanificazione. Nonché erogatori lungo le pedane che spruzzano soluzioni disinfettanti.

Plexiglass In Spiaggia I Box
Plexiglass in spiaggia: la proposta dei box (foto di: web)

Le critiche al plexiglass in spiaggia

Come è facile immaginare, la proposta emiliana fa molto discutere e accomuna pareri negativi. In primis risulta difficoltoso pensare di rimanere chiusi all’interno di una sorta di capsula in plexiglass, per quanto grande sia e senza copertura, durante le ore più calde. Anche molti balneari sono scettici. “Quelle strutture non danno sicurezza: con il vento o una minima tromba d’aria rischiano non solo di cadere ma anzi di volare, costituendo un pericolo mortale” sono le dichiarazioni di uno dei tanti titolari degli stabilimenti balneari della città sambenedettese.

Altre proposte per garantire la sicurezza

Anche Giuseppe Ricci, Presidente dell’ITB (Imprenditori Turistici Balneari) dice la sua: “Credo che occorra che ciascun ombrellone abbia uno spazio di 14-16 metri quadri, con non più di tre persone. Sul servizio di ristorazione, l’idea che ho è quella di far sedere due persone su un tavolo da quattro, quattro su un tavolo da otto e così via, adoperando piatti, bicchieri e posate monouso”. Però, i balneari caldeggiano la proposta della figura professionale di steward, ovvero una sorta di controllori in spiaggia che impongano il rispetto di limiti. Poi sarà fondamentale la collaborazione della clientela. In aggiunta a ciò, barriere avanzate anche nei ristoranti, ovvero divisori anch’essi in plexiglass che dividono i clienti seduti ai tavoli.

Plexiglass In Spiaggia E Divisori
Plexiglass in spiaggia e divisori nei tavolini dei ristoranti (foto di: web)

Eventuali normative

La polemica è aperta, anche perché le disposizioni definitive sulle norme da adottare questa estate sono ancora, è il caso di dirlo, in alto mare. Bisognerà trovare un sistema per salvaguardare la stagione, riuscendo al tempo stesso ad evitare il rischio di assembramenti. Quindi anche di contagi. Ma indiscutibilmente c’è da concepire come sarà possibile godere della spiaggia in sicurezza. A tal proposito, la sottosegretaria al Turismo, Lorenza Bonaccorsi, è già al lavoro. “Andremo al mare questa estate. Stiamo lavoriamo per far sì che possa essere così. Immaginiamo una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico, che contemplano l’ipotesi del distanziamento”.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: torange.biz

Plexiglass in spiaggia contro il Coronavirus, S. Benedetto del Tronto critica ultima modifica: 2020-04-17T09:00:13+02:00 da Patrizia Cicconi
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