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COVID-19 MEMORIA

25 Aprile a San Benedetto del Tronto al tempo del Coronavirus

25 Aprile

25 aprile senza cortei né discorsi: quest’anno nel 75esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo per la prima volta non ci sarà alcun corteo e manifestazioni. Ma solo eventi online. Infatti, causa emergenza Coronavirus, la ricorrenza si celebra a porte chiuse. E a maggior ragione, ricorda il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la festività odierna diventa simbolo di ripartenza. In particolare, essendo in piena emergenza sanitaria, nella città rivierasca di San Benedetto del Tronto la commemorazione avviene in maniera ridotta, caratterizzata da appuntamenti virtuali e canti sui balconi.

25 aprile, le iniziative in città

Per celebrare questa festività l’Anpi,l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ha invitato gli italiani via web con l’hashtag #bellaciaoinognicasa a intonare nel pomeriggio un collettivo “Bella Ciao”,il canto simbolo della lotta partigiana: “Insieme, seppur distanti”. E ad esporre dalle finestre e dai balconi il tricolore. Nello specifico, San Benedetto ha celebrato la Festa della Liberazione in viale Secondo Moretti con una breve cerimonia, nel rispetto delle disposizioni ministeriali. Infatti, ne hanno preso parte soltanto il sindaco Pasqualino Piunti e un componente della locale sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia in rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’arma. Oltre alla Protezione Civile. Quindi, un rapido raccoglimento davanti al monumento “Ai caduti per la Libertà”, nel silenzio generale, con la deposizione di una corona di alloro.

25 Aprile Il Monumento
Il monumento “Ai caduti per la Libertà” omaggiato il 25 aprile (foto di: Patrizia Cicconi)

Il messaggio del 25 aprile del sindaco

Inoltre, il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti rivolge alla cittadinanza il suo messaggio. “Il 25 aprile 1945 è il simbolo di un Paese che ha saputo rapidamente recuperare sul piano sociale ed economico la piena dignità nel consesso internazionale.Non sono possibili paragoni tra quelle vicende e ciò che stiamo vivendo in questo periodo. Ma certo è possibile trarre degli insegnamenti da utilizzare anche in questo difficilissimo frangente. La capacità di fare comunità e, al contempo, di fare ognuno la propria parte per uscire dall’incubo è sicuramente il valore dell’Italia del Dopoguerra che adesso deve maggiormente ispirarci.

25 Aprile Partigiani Sfilano
Partigiani che sfilano il 25 aprile del 1945 (foto di: it.wikipedia.org)

Il modo migliore per onorare tutti coloro che, 75 anni fa, fecero l’estremo sacrificio per renderci liberi, ma anche per rendere omaggio alle vittime della pandemia e dimostrare riconoscenza verso tutti coloro che da settimane sono in prima linea per combatterla, è fare il nostro dovere, cioè attenerci con senso di responsabilità alle prescrizioni. È l’unico modo per riappropriarci al più presto della Libertà che ci fu donata dalle donne e dagli uomini della Liberazione”.

L’istituzione della festa nazionale

La decisione di scegliere il 25 aprile come anniversario della Liberazione d’Italia fu presa il 22 aprile del 1946 su proposta dell’allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. Allorché re Umberto II, principe e luogotenente del Regno d’Italia, emanò un decreto legislativo con il quale stabilì che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale”. Poi, la data fu fissata in modo definitivo con la legge n. 269 del maggio 1949, presentata dallo stesso De Gasperi in Senato nel settembre 1948. Da allora, il 25 aprile è diventato un giorno festivo.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: pixabay.com

25 Aprile a San Benedetto del Tronto al tempo del Coronavirus ultima modifica: 2020-04-25T14:58:11+02:00 da Patrizia Cicconi
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