MITI E LEGGENDE

Lu Scijò, la leggenda che evocava i timori dei pescatori sambenedettesi

Lu Scijò - Dipinto Water Spout

Lu Scijò è un’antica leggenda adriatica che dà un volto alla furia imprevedibile del mare. Il suo nome è la forma dialettale di “tromba marina”. Secondo i racconti dei marinai sambenedettesi, personifica questo spaventevole fenomeno che si tramuta in un ciclone di anime dannate, pronte a castigare i peccati dell’uomo. Molte delle mitologie sono legate al mondo dei pescatori. Sono narrazioni che rispecchiano le loro paure più ataviche, in particolare quelle legate a tempeste spaventose e strane creature marine. Un emblema che riflette queste leggende è il monumento de “Il Pescatore” collocato alla fine del lungomare di San Benedetto del Tronto, scultura che riproduce la tenuta dei pescatori durante le tempeste, nell’atto di suonare un corno per richiamare l’attenzione sul pericolo derivante da un’imminente bufera o dalla nebbia sul mare.

La storia de Lu Scijò

Gli antichi pescatori narravano che in una tempestosa notte di novembre di molti anni fa, a bordo di una paranza, un pescatore è uscito fuori di senno imprecando contro il maltempo. Brandendo un coltellaccio, aveva cercato di decimare quell’ammasso di nubi che si muoveva veloce trascinando uomini e oggetti. La tempesta si allontanò. Sia l’uomo che i membri dell’equipaggio hanno creduto al potere delle parole e dei gesti come salvataggio ad una morte certa. Da questa leggenda nasce il mito de Lu Scijò, l’essere maligno più temuto dai pescatori. Questo mostro sarebbe formato dalle anime di coloro che hanno subìto dei torti da parte dei marinai. Altre versioni sostengono, invece, che è composto dalle anime di marinai annegati.

Lu Scijò riprodotto in un disegno di Sguerrini

Lu Scijò in un disegno di Antonio Sguerrini (foto di: rivieraoggi.it)

Il lieto fine della storia

Fatto sta che queste anime, avvinghiandosi tra loro, formano un vortice urlante con una forza distruttiva tale da non lasciare scampo a nessuna imbarcazione. Ma c’è soltanto un modo per sconfiggere questa forza malefica: la presenza a bordo del “tagliatore”, il primogenito di un marinaio depositario di conoscenze magiche tramandate di generazione in generazione. Il tagliatore, armato di un lungo coltello, deve pronunciare con veemenza una formula stando in piedi sulla prua, facendo l’ampio gesto di tagliare col coltello la tromba d’aria. Secondo la tradizione la formula recitava: “Per la potenza del Padre, per la sapienza del Figlio, per la virtù dello Spirito Santo, con questo io ti taglio”.

La leggenda de Lu Scijò prende vita nel mondo letterario

La visione quasi dantesca di questo fenomeno viene molto spesso riportata in alcune poesie e racconti locali. Infatti, lu Scijò nei secoli è diventato fonte d’ispirazione per componimenti e leggende del popolo di pescatori. L’opera che lo consacrerà al pubblico è il racconto del romano Guido Milanesi (1875-1956), capitano di vascello. Egli divenne uno scrittore molto popolare nel periodo tra le due guerre. Milanesi ha raccolto in Mar Sanguigno, il capolavoro della sua produzione marinara, alcune storie inerenti al mare tempestoso e sanguinario apprese durante i suoi numerosi viaggi. Nella raccolta vi ha enucleato il mito de Lu Scijò. Milanesi solcò spesso l’Adriatico e, in particolare, rimase affascinato dalle credenze popolari dei pescatori di San Benedetto del Tronto.

Lu Scijò - Dipinto Di Milanesi

Lu Scijò di Guido Milanesi (foto di: Circolo dei Sambenedettesi)

Lu Scijò nella poesia

Anche la poesia celebra il mito. Il sonetto Lu Scijò è un noto componimento del sambenedettese Giovanni Vespasiani che, tra l’altro, è il poeta che ha dedicato una poesia in vernacolo al monumento de “La Retara”, posto nel centro città. L’autore, utilizzando molti vocaboli aderenti al campo semantico della paura e della morte, evoca con grande realismo il tormento che questa creatura infernale infondeva nei marinai. Sembra, però, che questa tradizionale credenza marinara non sia un’esclusività del litorale occidentale adriatico, in quanto anche dalla costa dalmata sono giunte a noi testimonianze di tale consuetudine popolare.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: www.meteogiuliacci.it

Patrizia Cicconi

Autore: Patrizia Cicconi

Laureanda in Scienze politiche e della Comunicazione, una passione profonda per la lettura e la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Posseggo delle venature di psicologia mancate, tematica affrontata con grande entusiasmo durante gli studi liceali. Avvolta nella stesura del mio primo libro e nel continuum degli studi, scrivo per passione ma sono poco incline alla mania dei social: se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo. Ho pubblicato centinaia di articoli su blog leader nel loro settore di riferimento e amo raccontare dei luoghi e della gente. Il mio aforisma? “Amo vestire i pensieri in parole”.

Lu Scijò, la leggenda che evocava i timori dei pescatori sambenedettesi ultima modifica: 2019-04-30T09:00:15+02:00 da Patrizia Cicconi

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