MONUMENTI

La Retara, in un monumento l’omaggio ad uno dei mestieri tipici

La Retara, Scultura Omaggio Al Mestiere.jpg

La Retara è una splendida scultura in bronzo dell’artista offidano Aldo Sergiacomi. Opera magnifica e di grande significato, interpreta mirabilmente lo spirito, la storia e la cultura della città. Esprime un doveroso omaggio ad una delle figure tipiche del paese, dal carattere tenace e abile nel suo mestiere. Colei che, instancabile, realizza e ripara il principale strumento di lavoro del pescatore, la rete. La scultura è senz’altro apprezzabile per la cura dei dettagli e il realismo che ne scaturisce.

Il monumento

Inaugurato nel 1991, il monumento è formato da una statua che, con straordinaria espressività, ritrae una donna intenta a rammagliare una rete da pesca. La bellissima scultura poggia su un basamento in marmo recante un estratto della poesia in vernacolo del poeta sambenedettese Giovanni Vespasiani, dedicato alla retara.

Appene l’alba schiare le culline
la prima a sturnellà je’ la retare,
rrémpie de spaghe la lenguetta fine
e annòde tante maje pe’ ‘lla mmare. 

I versi spiegano che la retara è la prima a cantare appena nasce il giorno, riempiendo di spago la “linguetta” e annodando tante maglie per i pescatori in mare.

La Retara, lato sinistro, effige in vista

La scultura de La Retara dal lato in cui si trova incisa la poesia in vernacolo (foto di: Patrizia Cicconi)

Aldo Sergiacomi e la passione per il bronzo

Uno scultore, Aldo Sergiacomi, di grande talento, tenutosi sempre lontano dagli onori, innamorato del suo lavoro. Nella sua bottega ricorda lo spirito di quelle dei grandi maestri rinascimentali, che si ritenevano artigiani seppur di grandissimo livello. Iniziò la sua formazione prima nella sua città, Offida, un grazioso paesino nell’entroterra marchigiano. Successivamente si reca a Roma, dove per sei anni frequenta la scuola ornamentale. Sergiacomi aderisce ai modelli classici della scultura di varie epoche, dai Greci ai Romani al Rinascimento di Donatello e Michelangelo. Sebbene il grande amore di questo scultore fosse il marmo, ad un certo punto si cimenta in impegnative opere in bronzo. L’artista realizza monumenti, statue di grandi dimensioni, come le sculture bronzee dedicate ai mestieri.

Il mestiere antico della retara

Il lavoro di retara è un mestiere ormai caduto in disuso e, purtroppo, superato ai nostri tempi ma autentico, appartenente alla tradizione marinara sambenedettese. Le retare erano le mogli dei pescatori che si occupavano di intrecciare le reti e che, in assenza dei mariti impegnati in mare con la pesca, si occupavano della casa e della famiglia. La Retara trasformava abilmente la canapa in diversi tipi di rete da pesca, a seconda delle esigenze. Molto prima che arrivassero il nylon e i macchinari. Un lavoro che aveva una sua collegialità, un suo valore sociale, un’atmosfera unica. Infatti, la città di San Benedetto è solita, in alcuni periodo dell’anno, mettere in scena delle rievocazioni storiche di questo antico mestiere, dove le anziane donne sambenedettesi, con canti, stornelli e scenette, riecheggiano il ricordo delle giornate che passavano a tessere le reti. È proprio qui che il carattere sambenedettese si scopre in tutta la sua antica tradizione, dove ci sono ancora donne che lavorano a mano le reti e l’allegria si mescola con il duro lavoro.

Particolare della fattezza de La Retara

Linee chiare e particolari fedeli alla realtà de La Retara (foto di: Patrizia Cicconi)

La Retara riassume, nella compostezza della sua figura, le qualità della donna marinara sambenedettese che, nei periodi di maggior povertà e necessità, ha saputo sostenere ogni genere di privazioni ed ogni fatica con fierezza, capacità, riserbo e dedizione. A questa tipica professione femminile, ormai scomparsa, si deve un grande contributo allo sviluppo dell’attività di pesca, che è poi la storia, la cultura e una delle principali forze economiche della città di San Benedetto del Tronto.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

Patrizia Cicconi

Autore: Patrizia Cicconi

Laureanda in Scienze politiche e della Comunicazione, una passione profonda per la lettura e la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Posseggo delle venature di psicologia mancate, tematica affrontata con grande entusiasmo durante gli studi liceali. Avvolta nella stesura del mio primo libro e nel continuum degli studi, scrivo per passione ma sono poco incline alla mania dei social: se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo. Ho pubblicato centinaia di articoli su blog leader nel loro settore di riferimento e amo raccontare dei luoghi e della gente. Il mio aforisma? “Amo vestire i pensieri in parole”.

La Retara, in un monumento l’omaggio ad uno dei mestieri tipici ultima modifica: 2019-03-29T09:00:39+02:00 da Patrizia Cicconi

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