I SAMBENEDETTESI RACCONTANO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

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EDIFICI STORICI

La Palazzina Azzurra, emblema della S. Benedetto del Tronto degli anni 70

La Palazzina Azzurra

La Palazzina Azzurra è uno dei luoghi più significativi e di spicco della città di San Benedetto del Tronto. Simbolo del turismo locale, sorge nel centro balneare della città fra grandiosi palmizi, circondata da uno splendido giardino ed immersa nel verde della pineta di viale Olindo Pasqualetti. Infatti, la palazzina in stile liberty di colore azzurro è collocata nella zona turisticamente più centrale della città, a pochi passi dal lungomare.

La storia della Palazzina Azzurra

Nello specifico, la Palazzina Azzurra, bellissimo edificio degli anni ’30, è nata come sede del Club del Tennis e del Circolo Forestieri. Poi divenne centro di aggregazione per turisti e cittadini. E fu la prima sede dell’Azienda di soggiorno per il Turismo. Ma la guerra mondiale che sottopose la città a pesanti bombardamenti ne condizionarono ogni attività. Già il dopoguerra si caratterizzò per un rinvigorito entusiasmo. A tal proposito, venne consacrata per molti decenni come il dancing più rinomato di tutta la riviera adriatica negli anni ’70. Come tale, il famoso dancing è ancora visibile all’esterno, con la pista da ballo sul lato nord e lo spazio per l’orchestra.

Gli artisti che hanno varcato la Palazzina Azzurra

In particolare, qui si sono esibiti molti artisti italiani e non dell’epoca che hanno fatto la storia della canzone. Specificatamente, Sergio Endrigo e l’indimenticabile Mina che si fermò per un’intera stagione estiva. Anche Celentano, e qualche riuscita digressione dei solisti di musica jazz. Così, la un po’ elitaria Palazzina Azzurra rimase per lungo tempo un esclusivo ritrovo di una certa ricercatezza. Poi, finita quell’epoca, e dopo un periodo di abbandono, oggi la Palazzina Azzurra è una location di merito.

Il restauro della Palazzina Azzurra

Dopo un periodo di decadenza, il progetto di restauro intrapreso dal Comune di San Benedetto (20 luglio 1996), restituiva alla cittadinanza la struttura nell’accezione più autentica. Particolarmente, con spazi destinati alla promozione e alla diffusione dell’arte, con sale, uffici e servizi. Infatti, la Palazzina Azzurra con le sue forme razionaliste sfumate di liberty ci parla di tempi lontani. In particolare, l’edificio a due piani, dipinto di azzurro, ospitava al piano terra il bar, salotti, docce e servizi per signori e signore. Mentre al primo piano, al quale vi si accedeva (e tuttora vi sia accede) tramite una scalinata, erano dislocati la sala lettura, due salotti, uno spogliatoio. E, addirittura, un fumoir.

La Palazzina Azzurra Parte Posteriore
La Palazzina Azzurra, la parte posteriore (foto di: www.flickr.com)

Inoltre, i salotti, dalle pareti semicircolari tondeggianti e grandi vetrate, consentivano di avere una visuale ottimale sul panorama. Difatti, da lì si nota anche il Faro monumentale.

L’attuale destinazione d’uso della Palazzina Azzurra

Si tratta di un complesso architettonico abbastanza esclusivo. Ma anche capace di soddisfare le diverse aspettative legate al tempo libero e allo svago estivo. Nonché a quello sportivo e festaiolo dell’epoca. Comunque, l’edificio, senza essere di eccelso valore monumentale, ha avuto nella storia recente di San Benedetto un grande valore significativo per l’immagine turistica. Chiaramente, insieme ad altre costruzioni coeve a San Benedetto, si può ammirare tutt’ora nella sua interezza e pulizia di linee. Nello specifico, oggi, in gestione dal Comune, è sede museale e ricreativa di mostre fotografiche e pittoriche. Anche di eventi culturali di merito. Inoltre, vi si organizzano incontri con gli autori sempre molto interessanti e serate musicali.

Il giardino

In aggiunta a ciò, la Palazzina Azzurra vanta tutt’intorno un ricco parco mediterraneo ben curato e recintato. Ciò ne mette in risalto l’architettura, in cui si svolgono presentazioni e conferenze all’aperto nelle serate estive. Comunque, nell’ampio giardino si può anche semplicemente camminare. E di sera assume un aspetto piuttosto romantico. Ancora di più, è suggestiva anche la zona dei concerti all’aperto con la vetusta fontana a conchiglia, spesso cornice di celebrazioni di matrimoni.

La fontana a conchiglia e il giardino della Palazzina Azzurra
La Palazzina Azzurra, la fontana a conchiglia e il giardino (foto di: Patrizia Cicconi)

I monumenti attigui

Per di più, il giardino è arricchito da due particolari sculture: il colorato monumento in plexiglass degli innamorati Vale & Tino e la Farfalla, una scultura ferrosa. Inoltre, dalla Palazzina Azzurra è ben visibile un altro monumento annoverato tra le opere a cielo aperto che punteggia la città. Si tratta di “Lavorare, lavorare, lavorare… preferisco il rumore del mare” che si trova di fianco alla palazzina dall’altra parte della passeggiata, sul lungomare. Quindi, la Palazzina Azzurra conserva una certa intimità nonostante si trovi in una zona molto animata e frequentata. Insomma, uno dei pochissimi posti di classe a San Benedetto del Tronto che rimanda al passato.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

La Palazzina Azzurra, emblema della S. Benedetto del Tronto degli anni 70 ultima modifica: 2019-10-15T09:00:51+02:00 da Patrizia Cicconi
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