I SAMBENEDETTESI RACCONTANO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

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ARTE CHIESE

Abbazia S. Benedetto Martire, la chiesa che racchiude l’origine del patrono

Abbazia San Benedetto Martire

L’Abbazia S. Benedetto Martire è la più antica della città ed è situata nella parte alta di San Benedetto del Tronto, nel vecchio incasato del Paese Alto. Nonché vicinissimo alla Torre dei Gualtieri, il Torrione simbolo della comunità sambenedettese. E al prestigioso Palazzo in stile Liberty, sede del Vescovado. Per inciso, l’Abbazia sorge sul luogo dove si conservano i resti mortali del santo che dà il nome alla città. La facciata principale guarda su Piazza Piacentini ed è spoglia ed essenziale. Ma si integra perfettamente con tutte le antiche strutture, anche religiose, che la attorniano.

Abbazia S. Benedetto Martire, l’origine del santo

Abbazia S. Benedetto Martire prende la propria denominazione dal martire Benedetto che fu perseguitato e decapitato per aver abbracciato la fede Cristiana. In particolare, la tradizione enuncia che il corpo del martirizzato fu trasportato su un carretto da un agricoltore. E dove i cristiani del luogo provvidero a dargli sepoltura costruendo un sepolcro nascosto nella selva per non essere visto dai pagani.

San Benedetto Martire Altare
Il santo patrono nell’altare maggiore dell’Abbazia S. Benedetto Martire (foto di: www.ancoraonline.it)

Poi, sul sarcofago murarono la lapide (con l’aggiunta di un riferimento alla sorella del martire, di nome Fructa, morta a 58 anni e sepolta nello stesso luogo) quando ormai la religione cristiana poteva essere liberamente professata. Nello specifico, la lapide ancora leggibile dice che Benedetto fu deposto in pace, all’età di 28 anni, il 13 ottobre sotto Diocleziano e Massimiano consoli. Dopo l’editto di Costantino del 313, fu costruita una pieve attorno al sepolcro. In seguito, la pieve divenne chiesa abbaziale.

L’architettura dell’Abbazia S. Benedetto Martire

Purtroppo, oggi poco rimane di quell’antico sepolcro. Poiché tra il 1775 e il 1778 l’edificio venne modificato dall’architetto milanese Pietro Augustoni, il quale elaborò una chiesa in stile neoclassico, piuttosto semplice, interamente in laterizio, con cornici, paraste e timpano in pietra. Abbazia S. Benedetto Martire è a navata unica ad aula rettangolare, coperta da volta leggera a botte lunettata, conclusa dal presbiterio con l’abside semicilindrica. Ma disgraziatamente, i bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero quasi totalmente la zona absidale.

L’interno dell’Abbazia S. Benedetto Martire

Varcato il portone, sulla destra, si trova una parte della lapide che era posta sul sepolcro del martire Benedetto, secondo la tradizione locale. D’altra parte, in essa sono leggibili notizie del santo. Inoltre, all’interno della chiesa, spiccano i suggestivi finestroni della navata, adornati da vetrate policrome a mosaico che riproducono le simbologie dei sacramenti. In più nella chiesa sono conservate, oltre a reperti, epigrafi e lapidi, diverse altre opere.

L'interno dell'Abbazia San Benedetto Martire
L’interno dell’Abbazia S. Benedetto Martire (foto di: Patrizia Cicconi)

Specificatamente, se si sposta l’attenzione nella zona dell’abside, si può notare la pala d’altare del 1707 del pittore fermano Ubaldo Ricci relativa all’Ultima Cena, una pala della Madonna del Rosario del XVI secolo attribuita al pittore ascolano Nicola Antonio Monti. E un’altra della Madonna del Carmelo del XVIII secolo. Inoltre, il simulacro dell’Immacolata Concezione realizzata nel 1856, particolarmente venerata dai sambenedettesi per l’intercessione della Vergine durante le epidemie di colera. Infine, un Cristo Morto della seconda metà dell’Ottocento.

Gli altari e la statua del santo

Oltre all’altare maggiore vi sono altri sei altari, tre a destra e tre a sinistra. Da ultimo, volgendo l’attenzione sull’altare che si trova di fronte, si può ammirare la statua del santo patrono rappresentato come un giovane soldato romano. Sopra la sua armatura indossa un mantello di colore rosso. E ancora, con la mano sinistra tiene una palma, simbolo del martirio, mentre con la destra regge una piccola riproduzione del Paese Alto. Degno di nota è che presso questo altare possono essere venerati il cranio e le ossa del santo. Affiancato al corpo principale della chiesa, adiacente all’area presbiteriale, si eleva l’alto campanile a torre.

Vista campanile e abside dell’Abbazia S. Benedetto Martire
Vista campanile e abside dell’Abbazia S. Benedetto Martire (foto di: www.habitualtourist.com)

Solenni sono i festeggiamenti che gli abitanti di San Benedetto del Tronto dedicano al santo patrono celebrato il 13 ottobre. Ovviamente, la partecipazione della comunità è notevole per l’importanza della festa. Ma soprattutto per la fama dei miracoli attribuiti al santo.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

Patrizia Cicconi

Autore: Patrizia Cicconi

Laureanda in Scienze politiche e della Comunicazione, una passione profonda per la lettura e la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Scrivo per passione ma sono poco incline alla mania dei social: se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo. Il mio aforisma? “Amo vestire i pensieri in parole”.
Abbazia S. Benedetto Martire, la chiesa che racchiude l’origine del patrono ultima modifica: 2019-10-01T09:00:51+02:00 da Patrizia Cicconi

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