I SAMBENEDETTESI RACCONTANO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

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EDIFICI STORICI

La Casa del Pescatore, uno dei maggiori centri costieri del Dopoguerra

La Casa Del Pescatore

La Casa del Pescatore nella città rivierasca di San Benedetto del Tronto fu la prima a sorgere tra quelle che si realizzarono nei maggiori centri costieri della penisola e fu costruita grazie alla somma raccolta dalla classe marinara sambenedettese, senza speciali contributi governativi o altre forme di finanziamento. In particolare, l’edificio un tempo ospitava l’Istituto di Avviamento al Lavoro. Infatti lo IAL, un tempo, era proprio la Casa del Pescatore.

Il percorso storico

Nello specifico fu il 10 aprile del 1949, dopo soli sette mesi dall’inizio dei lavori, con una spesa totale di circa 20 milioni di lire, che la Casa del Pescatore diventò uno dei punti di riferimento dei cittadini sambenedettesi. In particolare, l’edificio svolgeva un’importante funzione sociale e di sostegno per i pescatori e i marinai che all’epoca uscivano dal difficile periodo della guerra. Infatti, in questa struttura vi trovavano riposo durante i brevi periodi di sosta lavorativa in un ampio salone per le riunioni e in una serie di servizi quali bagni, docce, barbieria, sale giochi, bar, una sala di lettura ed un impianto telefonico. Fortemente voluta da Michele Fiscaletti, l’allora segretario della locale sezione della Federazione Nazionale Lavoratori della Pesca, meglio nota come “Lega”, la Casa del Pescatore ha ospitato importantissime attività fruibili dalla comunità sambenedettese.

La Casa Del Pescatore Particolare
La Casa del Pescatore, particolare (foto di: Patrizia Cicconi)

L’artefice della Casa del Pescatore: Michele Fiscaletti

Michele Fiscaletti discendeva da un’antica famiglia marinara sambenedettese. Appassionato di musica, abbandonò gli studi al Conservatorio a causa di difficoltà economiche familiari e fu in Africa durante il servizio militare prima come marinaio palombaro e poi come capitano di lungo corso. In seguito, venne catturato dai tedeschi ed inviato al campo di concentramento di Buchenwald dove riuscì a sopravvivere perché ebbe l’opportunità di cantare alcune opere in un teatro improvvisato. E dopo un lungo peregrinare riuscì a tornare a San Benedetto. Successivamente entrò in politica e fu la vera anima della Lega Pescatori sambenedettese. I contrasti politici che lo videro protagonista portarono Michele a dare le dimissioni e non ebbe più spazio politico. In sostanza, Michele Fiscaletti fu il vero artefice della Casa del Pescatore costruita sull’arenile in quello slargo che oggi è intitolato a Monsignor Francesco Sciocchetti, il sacerdote ispiratore del cooperativismo marinaro della città.

L’ultima attività della Casa del Pescatore

La marineria sambenedettese vide il fallimento della Cooperativa di Pescatori, soprattutto per l’abbandono di Monsignor Sciocchetti, emigrato a San Francisco in California. Ma la stessa sede della cooperativa, ovvero la Casa del Pescatore, venne messa in vendita. Però il 18 marzo 1995 diversi pescatori in pensione fondarono l’Associazione Pescatori Sambenedettesi e tre anni dopo essa ebbe come sede quell’edificio che, nel frattempo, aveva perso la principale funzione per cui era sorto accogliendo per un periodo l’officina meccanica per la scuola di avviamento professionale, lo IAL, attività esclusivamente legata alla formazione marittima rilasciando specifiche qualifiche.

La Casa Del Pescatore Lato Mare
La Casa del Pescatore, vista lato mare (foto di: Patrizia Cicconi)

Purtroppo, l’Amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto, nel luglio 2015, ha imposto all’ente di lasciare la struttura della Casa del Pescatore. Di contro, la comunità sambenedettese è stata privata della scuola professionale che ha formato oltre 1400 persone e avuto oltre 300 utenti di iniziative formative per giovani e adulti occupati e disoccupati.

La Casa del Pescatore: dalla fiction all’abbandono

L’immobile è ora una struttura vuota ed inutilizzata. Una breve parentesi è stata la sua recente apparizione nel 2017 in una fiction Rai, Scomparsa, con Vanessa Incontrada e Giuseppe Zeno. Infatti, l’ex istituto è stato una delle principali location del set in quanto adibito a Commissariato di Polizia. Dunque, una storia sofferta quella della marineria sambenedettese che esprimeva valori sempre attuali: la concordia, la dignità del lavoro, tante famiglie bisognose nell’immediato Dopoguerra che trovavano nella Casa del Pescatore un punto di riferimento.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

La Casa del Pescatore, uno dei maggiori centri costieri del Dopoguerra ultima modifica: 2019-12-13T19:57:49+01:00 da Patrizia Cicconi
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