MONUMENTI

Il mare, il ritorno. Il monumento dedicato alle vittime del mare

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Il mare, il ritorno è un complesso di piccole sculture che sorgono sulla banchina portuale “Malfizia”, dinanzi al mercato ittico. L’opera del 2002, realizzata dal sambenedettese Paolo Annibali (lo stesso artista che ha realizzato la scultura di quattro metri denominata “I Sognatori”, posta nel centro città) si è aggiudicata il concorso bandito dal Circolo dei Sambenedettesi per creare un luogo di raccoglimento e di ricordo in onore di tutti coloro che hanno perso la vita in mare. Infatti, il monumento è dedicato ai caduti e ai dispersi in mare riferendosi principalmente ad una delle più brutte tragedie della storia della marineria sambenedettese: l’affondamento del motopeschereccio “Rodi”. E la morte di tutti i componenti dell’equipaggio.

Il mare, il ritorno evoca le speranze dei marinai

Il monumento, che nel suo complesso configura una piccola area sacrale, si compone di un gruppo di cinque sculture in bronzo, compresa una centrale, poste su delle basi semicircolari in travertino. Riferiscono una sintesi narrativa della vita del marinaio, contraddistinta da tenacia, forza e sacrificio. Infatti, tratta di diversi momenti della faticosa vita dei marinai, eternamente divisi tra la necessità di andare in mare e la dura consapevolezza di abbandonare i legami affettivi della famiglia. Il tema principale è quello del “ritorno”, segno di enigmaticità, di continuo movimento, di ripetitività.

 Il mare, il ritorno, le statuette bronzee

Le statuette bronzee (foto di: Patrizia Cicconi)

L’urna

La scultura centrale rappresenta un’urna, recipiente anticamente destinato a contenere le ceneri dei defunti. Qui, un’onda scoperchia il concetto di chiuso. Tutt’intorno, in rilievo, le spose, le madri, i figli in silenziosa attesa sono collocati su un mare ricolmo, luogo ed elemento raccoglitore dei resti di chi ha donato e sacrificato la propria esistenza.

Il mare - L'urna, scultura centrale de Il Mare, Il Ritorno

La scultura centrale: l’urna (foto di: Patrizia Cicconi)

I luoghi, le case

La prima scultura delle quattro collocate dietro all’urna centrale raffigura simbolicamente i luoghi e le case costruite come scheletri di navi, perennemente contaminate dal vento, dalla salsedine e dall’apprensione del vivere quotidiano. In questa scultura il marinaio e la sua sposa evocano una sorta di speranza ed attesa dove lui, mettendole una mano sulla spalla, le promette il proprio ritorno.

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La prima scultura: i luoghi, le case (foto di: Patrizia Cicconi)

La partenza, gli addii

La seconda scultura raffigura un pescatore fermo dinanzi alla porta di un interno domestico. Intorno alla sua testa sono collocate delle mani (oltre ad una testa) che svolgono i lavori dei pescatori. L’uomo appare molto tormentato ripensando al lavoro stesso che l’attende, mentre abbandona la sua dimora.

 La partenza, gli addi: scultura de Il mare, il ritorno

La partenza, gli adii: la seconda scultura de Il mare, il ritorno (foto di: Patrizia Cicconi)

Il viaggio

Nella terza scultura su un frammento di barca in un mare impetuoso, il marinaio scruta la notte. Egli reca una fiaccola con cui illumina la scia della nave, studiando le lievi tracce che sembrano congiungerlo ancora alla terra.

 L'ultima Scultura de Il mare, il ritorno

La terza scultura de Il mare, il ritorno: il viaggio (foto di: Patrizia Cicconi)

Il ritorno, il marinaio sospeso tra terra e mare

La quarta ed ultima scultura evoca il ritorno. La nave tocca quasi terra e un pontile fornisce il provvisorio legame tra i due elementi, ovvero la nave stessa e la terra. Un marinaio indugia nel percorrere quell’ultimo tratto che porrà fine al suo faticoso viaggio. Ma gli ultimi passi non saranno percorsi. Il marinaio rimane sospeso tra la terra e il mare.

Quarta ed ultima Scultura de Il mare, il ritorno

La quarta ed ultima scultura de Il mare, il ritorno (foto di: Patrizia Cicconi)

Il mare, il ritorno. Paolo Annibali e l’introspezione

Paolo Annibali si dedica alla scultura laica narrando storie quotidiane attraverso personaggi introversi e apparentemente solitari, immortalando attimi di riflessione nello scorrimento rapido della vita e del quotidiano. Più che un semplice monumento, questa opera di Paolo Annibali è una rappresentazione corale della storia di questa nostra città, raccontando con straordinaria intensità le speranze, l’angoscia, l’attesa, i ritorni che vissero tutti coloro che dal mare hanno tratto fonte di sostentamento. Ed anche le famiglie stesse che restano ad aspettare coloro che hanno affidato al mare. Questa scultura, infatti, costituisce un canale prezioso per conservare l’identità della nostra città, fortemente legata alla cultura marinara.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

Patrizia Cicconi

Autore: Patrizia Cicconi

Laureanda in Scienze politiche e della Comunicazione, una passione profonda per la lettura e la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Posseggo delle venature di psicologia mancate, tematica affrontata con grande entusiasmo durante gli studi liceali. Avvolta nella stesura del mio primo libro e nel continuum degli studi, scrivo per passione ma sono poco incline alla mania dei social: se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo. Ho pubblicato centinaia di articoli su blog leader nel loro settore di riferimento e amo raccontare dei luoghi e della gente. Il mio aforisma? “Amo vestire i pensieri in parole”.

Il mare, il ritorno. Il monumento dedicato alle vittime del mare ultima modifica: 2019-06-14T09:00:52+02:00 da Patrizia Cicconi

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